Il Benin è una striscia di 600 km perpendicolare alla costa del Golfo di Guinea. A nord confina con Burkina Faso e Niger, ad est con Nigeria e ad ovest con Togo. Il paese è diviso in cinque regioni naturali: il litorale lungo 124 km, lungo cui si trovano sterminate piantagioni di palme e noci di cocco; la pianura detta 'la terre de barre'; la pianura alberata della savana; una regione collinosa nord-occidentale (l'Atakora), riserva d'acqua del Benin e del Niger; e le fertili terre del nord-est.
Il Benin condivide con i paesi vicini gran parte dei problemi, a partire dalle pessime infrastrutture e vie di comunicazione per passare alle precarie condizioni igienico-sanitarie, ma è al contempo un Paese pacifico che vanta le spiagge e i paesaggi più spettacolari di tutto il golfo.
La costa è davvero eccezionale e particolarmente adatta al nuoto.
Il Benin è inoltre il posto ideale per osservare e comprendere l'impenetrabile cultura africana, che da queste parti si esprime soprattutto attraverso il voodoo e il feticismo che talvolta possono sconcertare il visitatore, ma anche nelle specialità gastronomiche che si possono provare dappertutto senza il rischio di rimanere delusi.
Le palafitte dei pescatori costruite nella laguna di Porto Novo in Benin sono uno dei luoghi più magici dell'Africa occidentale. Le realtà urbane, invece, sono tutte da scoprire armati di spirito di osservazione, perché mantengono riservate le loro caratteristiche più interessanti. Portonovo, la capitale, è una città gradevole e interessante dal punto di vista storico, anche se la vicinanza del confine nigeriano le dà una vitalità più apparente che reale.
Cotonou, di fatto la città principale, si sviluppò soprattutto dopo l'abolizione della schiavitù, quando la sua popolazione aumentò per il ritorno di molti abitanti originari del Benin. Un luogo dove oltretutto ci si diverte per l’abbondanza di locali e ristoranti tipici e internazionali, specialmente nella zona dello Jonquet.
Chi desidera vivere l'esperienza del safari può recarsi al parco Pendjari, attrezzato per la ricezione turistica e aperto da metà dicembre a metà maggio. Elefanti, ippopotami, bufali e leoni, sono avvistabili, ma occhi ben aperti!
| Capitale | Porto Novo |
|---|---|
| Mete più visitate | Porto Novo, Cotonou, Ouidah |
| Aeroporti | Porto Novo; spesso si atterra a Lomé (Togo) dove è più facile ottenere visti temporanei per entrare in Benin |
| Attrattive turistiche |
Porto Novo: Grand Marché d'Adjara, Musée ethnographique, chiesa in stile brasiliano oggi convertita in moschea; Cotonou, spiagge di Gran Popo Lago Nokoué, Ganvié e il villaggio palafitticolo, Ouidah (la capitale del voodoo e il luogo più visitato del paese dopo Cotonou): Musée d'Histoire d'Ouidah (detto anche Museo del Voodoo), parco della Foresta Sacra e l'altrettanto sacra Route des Esclave (Via degli Schiavi); Abomey: Palazzo Reale dei Fon che è stato restaurato e ospita un museo; Bokoumbé; Malanville |
| Lingue | francese (uff.), fon, yoruba e altre 50 lingue tribali |
| Religione | 50% animista (vudù), 20% musulmana, 30% cristiana |
| Forma di Governo | Repubblica presidenziale |
| Documenti Necessari | Passaporto e visto da 15 o 30 giorni. Obbligatoria la vaccinazione contro la ebbre gialla, fortemente consigliata la profilassi antimalarica |
| Moneta | Franco dell’Africa Occidentale (CFA) |
| Fuso orario | Come l’Italia |
| Clima | Due tipi di clima: nel sud il clima è tropicale con scarsa escursione termica nelle temperature massime, la cui media è di 28°C, e la stagione secca va da dicembre a aprile; nel nord, al confine con il Sahel, la percentuale di umidità è più bassa, ma le temperature possono essere molto più alte. Il periodo migliore per visitare entrambe le zone va più o meno da dicembre a marzo |
| Corrente elettrica | 220V |
| Da mettere in valigia |
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