ANGOLA



L’Africa nera nella sua bellezza incontaminata. Questa è l’Angola, stato del continente africano bagnato dall’oceano Atlantico e incastonato tra repubblica democratica del Congo, Zambia e Namibia. Per lungo tempo praticamente irraggiungibile a causa di una guerra civile e tribale durata per anni, questa terra dal clima tropicale ha finalmente aperto le porte al turismo. Certo, c’è da avvicinarsi con criterio, meglio se facendosi guidare dai tour operator (ancora pochi, per la verità) che hanno immediatamente inserito l’Angola nelle proprie programmazioni appena si è presentata l’opportunità. Perché da vedere, di bellezze, ce n’è eccome. Basta farsi scorta di spirito d’esplorazione, basta avere l’avventura nel proprio dna. E quella sconfinata distesa naturale saprà ripagare. A partire dal sud-ovest del Paese, la regione più ricca di paesaggi da cartolina, di città e villaggi da visitare, di popolazioni da incontrare. Ma anche tutta la zona sud-orientale, con le vallate dei fiumi Cuando, Cunene e Cubango a colorare di verde il panorama prima del deserto del Kalahari. Data la sua grande estensione, l’Angola offre comunque una moltitudine di paesaggi differenti. A dare continuità tra il nord e il sud del Paese è una lunga fascia di altopiani, il più vasto dei quali è quello di Bié. Con un’altitudine media compresa fra i 700 e i 1000 metri sul livello del mare, il territorio registra però anche ripide dorsali montuose (il Morro de Moco, la vetta più alta della nazione, tocca quota 2620 metri d’altitudine) e brusche discese che sfociano in sterminate pianure. Come quelle che costeggiano l’oceano Atlantico tra il confine con la Namibia e quello con il Congo, o come quelle che ad est accompagnano fino al bacino dello Zambesi. Ed è proprio in queste ampie savane che si concentra gran parte della popolazione, abile nel fare tesoro delle favorevoli condizioni climatiche per trasformare quella che un tempo era una distesa selvatica in un tappezzamento di terreni fertili. A proposito della popolazione, se è vero che fonda le sue radici nella cultura più pura dell’Africa nera, è altrettanto vero che nel coso del tempo ha dovuto fare i conti con i riflessi della cultura portoghese. Sono stati proprio i portoghesi infatti, nel lontano 1483, i primi a sbarcare sulle coste angolane, penetrando nell’entroterra e scatenando la resistenza delle tribù locali. Il processo di colonizzazione proseguì ininterrotto fino alla metà del Novecento, quando in seguito al crescente sfruttamento delle risorse del territorio nacquero i primi movimenti indipendentisti. Indipendenza che giunse nel 1975, facendo spazio però alla guerra civile. Oggi, ad oltre trent’anni di distanza, il percorso di democratizzazione del Paese avanza speditamente, anche se i rimasugli degli scontri si fanno sentire ancora sulla pelle di migliaia di persone costrette al tempo ad abbandonare i propri villaggi.




Capitale Luanda
 
Mete più visitate regione sud-ovest
 
Aeroporti Luanda, Windhoek
 
Attrattive turistiche Lubango, Tundavala, Leba Pass, Namibe, Flamingo Canyon, Curoca Canyon, Tombwa, Baia dos Tigres, foce del Kunene, parco Iona, Mohimba, Oncocua, Chitado, Frontiera, Otjiwarongo
 
Lingue portoghese
 
Religione beniana, poco nota nel mondo, che crede nel dio Maioço e risale al 19° secolo
 
Forma di Governo repubblica popolare
 
Documenti Necessari visto d’ingresso ottenibile presso il consolato angolano di Roma. La vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatoria
 
Moneta Kwanza angolana
 
Fuso orario UTC +1
 
Clima tropicale, con una stagione asciutta tra settembre e aprile. Le aree costiere sono mediamente più fresche del resto del Paese, a causa della fredda corrente del Benguela. Temperature meno elevate anche nell’altopiano centrale.
 
Corrente elettrica 220 V, 50 Hz, C
 
Da mettere in valigia

pantaloni e magliette in cotone, una felpa, scarpe da ginnastica o altre scarpe chiuse purché comode, impermeabile, occhiali da sole, creme solari protettive, collirio (gli occhi possono infiammarsi per sole, polvere e vento), repellenti.

 

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