Le low-cost sono compagnie aeree che possono offrire prezzi molto economici rispetto alle compagnie aeree di linea.
Un vettore low-cost opera negli aeroporti di secondo livello. Questi ultimi non si limitano ad applicare tariffe di assistenza molto più basse di quelle degli aeroporti maggiori, ma in associazione con le istituzioni territoriali, spesso elargiscono contributi e partecipano ai costi di commercializzazione del prodotto della compagnia aerea. In questi aeroporti, il vettore low-cost non dispone di uffici, personale o infrastrutture. Vende esclusivamente (o quasi esclusivamente), in via diretta, evitando le spese di distribuzione generate dalle commissioni agli agenti di viaggio o dalle fee applicate dai GDS per l’utilizzo dei sistemi di prenotazione, emettendo biglietti elettronici, evitando il costo dei documenti cartacei e di complicati sistemi di contabilità del traffico. I biglietti non sono rimborsabili, i passeggeri non vengono riprotetti su altre compagnie in caso di ritardo o cancellazione del volo. Un vettore low-cost non ha costi di catering, ma proventi di catering: chi desidera consumare un pasto o una bevanda a bordo, deve pagarla. Non vengono distribuiti giornali a bordo e, fino a qualche anno fa, non venivano prodotti Inflight magazine (riviste ufficiali di compagnie aeree).
Un vettore low-cost basa la remunerazione dei propri equipaggi sulla produttività: più questi volano, più guadagnano. Gli equipaggi vengono gestiti su mini-basi, per cui partono da un aeroporto e tornano, a fine giornata, nello stesso scalo. Le spese di pernottamento e di trasferta vengono quindi azzerate. Il fatto che i low-cost non effettuino trasporto merci sui voli passeggeri, consente loro di abbattere notevolmente i tempi di transito dell’aereo, che resta a terra non più di mezz’ora, aumentando quindi il proprio utilizzo operativo. I call center sono esterni alla compagnia e vengono remunerati sulla base del numero di prenotazioni effettuate, consentendo anche in questo caso di rendere variabile il costo. Non gestiscono la manutenzione in proprio, ma ricorrono a centri esterni specializzati, abbattendo costi di infrastrutture, risorse qualificate, magazzino e parti di ricambio immobilizzate.
Dal punto di vista commerciale, lo strumento fondamentale utilizzato dalle compagnie low-cost è lo yield management system (YMS): un meccanismo, associato ad un sistema di gestione, attraverso il quale il prezzo offerto cambia in funzione dell’andamento storico di riempimento di un determinato volo e della prossimità della vendita alla data del volo. Maggiore è la distanza temporale dal volo da acquistare, più alta è la possibilità di trovare una tariffa ridotta. Man mano che ci si avvicina alla data di partenza e il volo si riempie, aumenta il livello tariffario. Dal mix tra biglietti a bassissimo costo e biglietti di costo superiore, viene generato il provento atteso. Questo sistema consente di vendere a prezzi bassi posti aerei che sarebbero diversamente rimasti vuoti.